Tiziana Carraro's reviews & interviews
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(Italian version only)

Il Trovatore - Azucena


La Stampa 23.06.2003 – Paolo Gallarati (Ravenna Festival)


Azucena viene di solito rappresentata come una zingara vecchia e brutta. Qui, invece, è una splendida donna, Tiziana Carraro, bionda, nobile, appassionata ma senza enfasi. Ci avevate mai pensato che Azucena è, in realtà, un’artista ? Sua è la meravigliosa canzone che evoca il rogo su cui fu arsa la madre; suo il merito di aver trasmesso al “Trovatore” un’altissima tradizione di canto. La Carraro capisce queste cose come raramente accade.



Corriere del Mezzogiorno 16.03.2003 – Francesco Mazzotta (Teatro Politeama Greco di Lecce)

A Lecce, i primi veri brividi sono arrivati solo con l’inizio del secondo atto, merito di una sorprendente Tiziana Carraro giustamente applaudita con grande calore da parte del pubblico leccese. L’interpretazione del mezzosoprano ha convinto per capacità di adesione vocale e scenica al personaggio della maga Azucena dalla quale la platea è stata completamente stregata nella scena del ricordo del rogo.

 

L’Opera – Aprile 2003 – Sabino Lenoci (Teatro Politeama Greco di Lecce)

Fatto sta che l’Azucena di Tiziana Carraro è quella che ha conquistato il pubblico che ha accolto “Stride la vampa” con calorosi applausi. La brava cantante si è calata nei panni della zingara con fin troppa veemenza, mettendo in risalto le sue buone qualità vocali, oltre che sceniche, con un timbro mezzosopranile dal colore piuttosto chiaro.


Corriere Adriatico 21.06.2003 – Fabio Brisighelli (Ravenna Festival)

Tiziana Carraro è una vibrante Azucena.


Corriere di Ravenna 22.06.2003 – Susanna Venturi (Ravenna Festival)

…incisività e piglio drammatico per Tiziana Carraro vestita dei panni di Azucena.


G. Mion (Ravenna Festival)

Ottimi apprezzamenti anche per la Azucena di Tiziana Carraro, eseguita nel miglior dei modi possibili e con una grande varietà di colori, grazie alle doti mezzosopranili vigorose, ma sfruttate all’insegna della misura e della massima espressività (e d’una grande versatilità di ruoli : l’abbiamo sentita, oltre che in un Nabucco areniano, persino quale brillante Josepha nel Cavallino bianco al Festival di Trieste!).


Bari Sera – Angela Montinari (Teatro Piccinni di Bari)

Per tutta la sua durata, circa tre ore e mezza, hanno brillato senza ombra di dubbio le incontrastate stelle di… e di Tiziana Carraro. Entrambe hanno dato grande prova di capacità canore, teatralità ed elasticità interpretative cui raramente si assiste.


21.01.2005 – Nicola Sbisà (Teatro Piccinni di Bari)

Tiziana Carraro – della quale ricordiamo un ottima Amneris a Lecce – ha infatti offerto il suo fremente temperamento e la sua valida vocalità al personaggio.


Quotidiano di Bari 21.01.2005 – Mariapina Mascolo (Teatro Piccinni di Bari)

…ha riscosso l’entusiasmo del pubblico in sala, “simpatizzante” soprattutto con il personaggio di Azucena, interpretato dal mezzosoprano Tiziana Carraro, già dalla sua “Stride la vampa”.

 

Aida - Amneris

Ansa.it Novembre 2005 (Mosca)

Eccellente l’interpretazione… di Tiziana Carraro (Amneris).


L’Opera Marzo 2004 – Nicola Sbisà (Teatro Politeama Greco di Lecce)

…e Tiziana Carraro un Amneris limpida ed espressiva ed al tempo stesso capace di caricarsi di insinuante sensualità.


Corriere del Mezzogiorno 22.02.2004 – Francesco Mazzotta (Teatro Politeama Greco di Lecce)

…mentre fa davvero gran bella figura la sensuale Tiziana Carraro che, nell’attillato vestito disegnatole da Gasparon, sfodera con personalità – soprattutto nel quarto atto – una Amneris convincente e di grande spessore.


La Gazzetta del Mezzogiorno 22.02.2004 – Nicola Sbisà (Teatro Politeama Greco di Lecce)

Non meno valida la Amneris di Tiziana Carraro, capace di giocare con sicurezza espressiva e limpida emissione fra gli empiti passionali e gli spunti vendicativi che fremono nel suo personaggio.


La Gazzetta del Mezzogiorno 18.11.2001 – Nicola Sbisà (Teatro Piccinni di Bari)

Da parte sua la Carraro, ha saputo donare al suo personaggio quei toni aggressivi ed insinuanti che ne rendono pienamente lo spirito, sfoggiando una voce espressiva e calibrata.



Juditha Triumpharis

La Repubblica 27.10.2000 – Nicoletta Sguben (Teatro Regio di Torino)

…e Tiziana Carraro a completare un cast che di Vivaldi ha colto la più acuta capacità di sfumatura : che non passa attraverso la psicologia dei personaggi, bensì tramite una ludica, mirabolante manipolazione dei suoni. E l’eros/morte della vicenda non ha perso una stilla di verità.


La Stampa 25.10.2000 – Paolo Gallarati (Teatro Regio di Torino)

…e Tiziana Carraro, cantante perfettamente all’altezza delle alte esigenze che Vivaldi pone alle altra parte di Ozias.



Nabucco – Fenena

L'Informatore Vigevanese 22.08.2002 - Mario Mainino (Arena di Verona)

La Carraro nel Nabucco : un po di Costa all'Arena

E' stata chiamata per questo ruolo chiave una cantante che sta vivendo una stagione ricca di soddisfazioni, il Mezzosoprano Tiziana Carraro ...anche in quest'occasione ha riscosso un bel successo personale, la sua voce ha coperto i vasti spazi areniani senza alcuna difficoltà con grande pulizia tecnica e un bel colore timbrico emergendo nei pezzi d'insieme, cosa che invece non succede con altri suoi colleghi che per farsi sentire sforzano la voce con risultati infelici.

 

Il Giornale di Brescia 2005 – Fabio Larovere (Arena di Verona)

Così come consensi hanno siglato le prestazioni …e del mezzosoprano Tiziana Carraro, una Fenena dalla voce scura e morbida.


L’Arena 29.06.2005 - (Arena di Verona)

…mentre come Fenena ha cantato Tiziana Carraro, precisa nell’espressione, accorta nel fraseggio.



La Forza del Destino – Preziosilla

Appunti 06.10.2005 – Francesco Toso (Teatro Sociale di Rovigo)

Molto apprezzata anche l’interprete di Preziosilla Tiziana Carraro.


Il Gazzettino 04.10.2005 – Sofia Teresa Bisi (Teatro Sociale di Rovigo)

Tra gli elementi di spicco che hanno contribuito a rendere efficace la rappresentazione vanno citati… il mezzosoprano Tiziana Carraro, nei panni di Preziosilla, con piglio sicuro e precisione.



Rigoletto - Maddalena

Arte y Cultura 03.042006 - (Teatro Calderon di Valladolid)

Muy acertada la intervencion de Tiziana Carraro en el cuarteto del tercer acto.

 


Polifemo - Ulisse

Marzo 2004 - Francesco Lora - (Festival Barocco di Bibbiena)

Alle prese con la profonda tessitura di Ulisse, il mezzosoprano Tiziano Carraro non ha un indugio e dà bella prova di canto eroico.
 
 
Adriana Lecouvreur - Principessa di Bouillon
 
L'Opera Aprile 2008 - Adriana Lecouvreur (Teatro Coccia di Novara)
 
Il cast vede spiccare su tutti la Principessa di Bouillon del mezzosoprano Tiziana Carraro, affidabilissima professionista, sicura nel rendimento vocale senza smagliature e forte di una presenza scenica decisamente fascinosa.
 
L'informatore Vigevanese 20.03.2008 - Mario Mainino (Teatro Coccia di Novara)
 
Un successo sincero e unanime che ha quindi incoronato regina della serata la perfida Principessa di Bouillon interpretata dal Mezzosoprano Tiziana Carrraro.




Intervista (L'Arena 30.07.2005)


Parla Tiziana Carraro, impegnata in due ruoli, rispettivamente nel Nabucco di Verdi e nella Gioconda di Ponchielli

Sdoppiata in Fenena e Laura

Il mezzosoprano brianzolo gradisce le parti da soprano “falcon”

“Una recita in Arena ha sempre qualcosa di speciale, di difficile se non, addirittura, di impressionante. Prima di andare in scena si pensa di non riuscire a farcela ma poiil contatto con il pubblico ci incita a tirar fuori il meglio di noi stessi”.


- Come è nata artisticamente Tiziana Carraro ?

“Non certamente come cantante. Ho studiato per sette anni pianoforte nel mio paese natale, Santuario, in Brianza. Poi sono finita al Conservatorio di Milano per diplomarmi. Quand’ero giovanissima, arrivò nella mia parrocchia un prete che aprì una cantoria. Le voci del paese, che hanno finito per animarla, erano bellissime. Tutta gente che cantava con grande passione e per puro diletto. Ho cominciato ad unirmi a loro, come voce bianca e spesso finivo per cantare anche ai matrimoni o durante le celebrazioni particolari, per qualche concerto. Ma con gli anni non riuscivo più a controllare la voce, che si era via via ingrandita”.

- Com'è finita?

“Ho sospeso il canto per due anni, attendendo anche la normale maturazione fisica; dopo mi sono messa a studiarlo seriamente, fino al diploma. Venendo da una precedente esperienza musicale, fui in un certo senso agevolata”.

- Che tipo di cantante si giudica, vista la dovizia delle sue note acute ?

“Certo un mezzopsoprano, molto disponibile a fare anche ruoli di soprano falcon. Per questo canto normalmente Carmen, con cui ho già debuttato e che offre tantissime possibilità di ricavare molti colori. Ho fatto una novantina di Amneris, con l’Orchestra Toscanini dell’Emilia Romagna, nella piccola Aida di Zeffirelli, quella di Busseto, che fra qualche mese porteremo anche in Russia. Ho ritrovato qui in Arena l’amica Micaela Carosi, che è partita a sua volta da quell’esperienza di Busseto. Sono stata ancora Amneris per altre produzioni, quelle di Pizzi al Megaron di Atene.

- Tiziana Carraro si è già fatta conoscere a Verona ne “La cenerentola” di Pizzi al Filarmonico e con “Amico Fritz”, nel ruolo di Beppe. Adesso Fenena o Laura, quale le sta meglio ?

“Fenena ha ormai debuttato qui a Verona, tre anni fa, con Oren e ripresa anche l’anno successivo. Sembra un ruolo banale e forse lo è, se non avesse quel finale terribile, che non riesce se non si è più che attenti. Verdi le ha scritto quell’unica aria, che la costringe sempre a stare sul filo del rasoio. Ma mi sento tranquilla, dopo tanti anni. Sutej è un maestro dolcissimo, che aiuta molto. Devo dire di essere stata fortunata per avere sempre lavorato con gente splendida, che mi ha aiutato tanto a tirare fuori il meglio; anche se una recita in Arena è sempre difficile, per non dire impressionante”.

- Invece Laura ?

“E’ un debutto. Quindi ho bisogno di tutto il sostegno possibile. La parte è scritta con una tessitura molto alta, simile alla Eboli del Don Carlo che sto cantando a Macerata. Ha note gravi ed acute.”

- Con un tenore come Berti a fianco, si dovrebbe andare a nozze.

“Già lui è bravissimo. Teniamoceli da conto questi tenori italiani, che valgono moltissimo. Ma hanno bisogno di sostegno anche tutte le voci italiane, perché hanno la parola giusta. E il canto è tutto sulla parola. All’estero sono molto stimate e benvolute. Più che in Italia, dove c’è una certa indifferenza”.

- Carraro sembra quasi un cognome veneto.

“Veramente il mio è Brambilla. Ma preferisco Carraro, quello del mio ex marito. E’ più melodico e ormai non lo cambio più”.

- L’anno prossimo vedremo Tiziana Carraro impegnata in qualcosa di interessante ?

“Adesso finisco con l’Arena, con Macerata e poi inizio con La forza del destino a Rovigo, l’Aida in Russia. Vado a Roma per Rigoletto e anche in Spagna; poi un Trovatore ad Avenches.
Spero non mi manchi la grande carica dell’Arena dove si sente, come in nessun altro teatro, che la gente è lì per divertirsi, ma anche per incoraggiarti. E dove, quando vai in scena, pensi “non ce la farò mai”. Invece…

Gianni Villani